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mercoledì 4 giugno 2014

Le Artigianaute #4





Concludiamo la conoscenza delle Artigianaute con Silvia di Kimsoo che si dedica alla creazione di abiti unici.
Se siete stati attenti, non vi sarà sfuggita a febbraio, quando la intervistai, basta cliccare qui.

Silvia è un vulcano, è una di quelle persone che 100 ne pensa e 101 ne fa. Da ligure mi stupisco perché non siamo gente che ama troppo rischiare e lei, infatti, è una romagnola entusiasta, originale, a mio avviso una vera e propria artista che mette al centro dei suoi vestiti noi donne (quelle vere, non le modelle).




Ciao a tutt*! Sono Silvia, ho 26 anni e più o meno da che ho memoria sono un’appassionata di abbigliamento donna. Amo la capacità degli abiti di cambiare lo svolgimento delle mie giornate, di trasformare una giornata uggiosa in un carosello festoso, di regalare una nuova pelle e una nuova emozione. Vivo come se fosse Carnevale ogni giorno, preparando i vestiti che più si addicono alla mia giornata.

Amo lavorare in special modo le stoffe vintage: mi piace pensare che queste abbiano aspettato un’epoca intera per finire nelle mie mani e rinascere come qualcosa di speciale, atteso e desiderato da una donna contemporanea. La cosa che più prediligo sono le tinte forti e le fantasie vivaci, esattamente in linea con il mio carattere. Sogno che ogni donna prenda il coraggio a due mani e non si vesta più per nascondersi ma per mostrarsi totalmente, nella propria unica e speciale bellezza.



Che cosa ti aspetti dal 7 giugno?

Da questa sfilata mi aspetto un po’ più di consapevolezza e attenzione verso il mondo dell’handmade: fatto a mano non è sinonimo di “fatto a meno”, ma di “fatto con amore e responsabilità”. La nostra, oltre che artistica e lavorativa, è una scelta di vita etica, ed è proprio questo uno dei principali messaggi che vogliamo trasmettere: un vestito o accessorio alla volta si può cambiare il mondo!



Trovate Silvia sul suo sito, su Facebook e su Etsy.

Tags da non dimenticare #artigianaute #7giugno #handmaderevolution

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4 commenti:

  1. "Fatto a mano non è sinonimo di “fatto a meno”, ma di “fatto con amore e responsabilità”. La nostra, oltre che artistica e lavorativa, è una scelta di vita etica..." Condivido ogni singola parola. E quel che viene sottratto al margine di guadagno, che nel fatto a mano è molto (...issimo) inferiore rispetto alla produzione industriale, è compensato dalla consapevolezza di aver prodotto qualcosa di "buono", sotto tanti punti di vista: rispetto del lavoro, dell'ambiente, attenzione alla persona...

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    Risposte
    1. Anche io condivido queste parole.. non creo niente, ma comunque, la mia scelta lavorativa, rientra in questo schema e ne sono molto fiera! :)
      Ci sarai domani??

      Elimina

Sarò felice di rispondere a tutti i vostri commenti, grazie :)

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